Scrivere stanca.
Li invidio tanto ma ci credo poco a chi mi dice che scrivere gli viene naturale, che l'istinto a prendere carta e penna e buttare giù cartelle su cartelle è irresistibile, quasi più forte di loro.
Sarà. Per quello che mi riguarda decidermi a posare il culo sulla sedia e la penna sopra un foglio mi richiede sempre uno sforzo che poco ci manca che mi esce l’ernia. Perchè la cosa più facile è sempre non fare. La cosa più facile è sempre non scrivere.
Anche accendere il cervello, trovare un paio di pensieri che a sfregarli ci può uscir fuori una scintilla, a mio parere richiede una grossa dose di forza e buona volontà. Se i suddetti pensieri si fanno attendere di solito non c’è da preoccuparsi; probabilmente bisogna solo fare lo sforzo, un altro, per aprire la mente (o scardinarla nella maggior parte dei casi). Se invece vi accorgete che la vostra mente l’avete già aperta preoccuparsi diventa doveroso. Ci sono buone probabilità che si riveli vuota.
Scrivere è fatica, puoi avere tutto l’istinto che vuoi ma il fuoco sacro te lo devi accendere tu. Sei tu che devi sbatterti a sfregare fino alla morte quei bastoncini sulla paglia, non c’è accendino che tenga.
Ma chissà, alla fine forse è giusto che sia così. Fare solo cose che non necessitano di questo sforzo iniziale, che so giocare alla play, guardarsi il calcio su sky, farsi la prima sciaquetta che ci sta, può risultare abbastanza pericoloso. Perché dove non c’è fatica non c’è sviluppo, e dove non c’è sviluppo non c’è cambiamento.
Qualcuno potrebbe obiettare che crescere, migliorare, cambiare non è un obbligo, e spesso e volentieri non è neanche un piacere. Spero che nessuno lo faccia perché non saprei proprio come rispondergli. Probabilmente dovrei dargli ragione.
Potrei solo dirgli che cambiare magari non ti diverte ma almeno ti salva dalla noia. Soprattutto quella che sei tu stesso a procurarti. Quando ti ascolti raccontare sempre le stesse storie, usare e abusare delle stesse argomentazioni, affrontare e lamentarti degli stessi problemi, delle stesse ansie, sempre e per sempre, tuttalavita. Potrei rispondere così ma non credo che lo farei, perché, se dovessi dirgli tutto questo, finirebbe che dovrei ascoltarlo pure io.