sabato, 30 luglio 2005, ore 21:01
Quando mio padre mi apostrofò complice
che avrei di lì a poco
finalmente compiuto i miei venticinque anni,
ringraziai dentro di me mia madre
per i suoi insopportabili richiami
a fare qualcosa della mia vita
che ne avevo già ventotto.
Tuttalavita
sabato, 30 luglio 2005, ore 01:41
Quando rimanevi senza parlare
era come se mi sparassi col silenziatore.
Tuttalavita
martedì, 26 luglio 2005, ore 14:21
Piansi per la tristezza di non riuscire a piangere.
Tuttalavita
martedì, 26 luglio 2005, ore 14:20
Recensione del concerto dei Sigur Ros (Roma 25/7/05)
Deve esistere Dio,
perchè ieri ne ho ascoltato il pianto.
Tuttalavita
venerdì, 22 luglio 2005, ore 21:28
Se quello che hai scritto
non disturba niente e nessuno,
probabilmente non hai scritto nulla di interessante.
Tuttalavita
mercoledì, 20 luglio 2005, ore 21:52
Mi capita spesso di pensare
che forse il mio sorriso più bello
riesco a farlo solo ad uno specchio.
Tuttalavita
lunedì, 18 luglio 2005, ore 00:23
La canzone del sabato sera.
La prima nota del primo atto della sinfonia è uno squillo del telefono.
La seconda invece è un chiacchiericcio stereotipato, battute scontate che cambiano di settimana in settimana solo per il suono delle ore degli appuntamenti.
Ora frusciano vestiti, sbattono stampelle, si aprono e si chiudono rubinetti. E quando i propri sono gli unici rumori della casa, si cantano canzoni a squarciagola o sottovoce.
Quando invece soli in casa non siamo, prima di uscire escono a forza parole di convenienza, chiuse dallo sbattere di una porta chiusa.
Il rumore dell’accensione rassicura che questo sabato si uscirà sul serio e quello degli amici che ciarlano che tutto quello che sentiremo e diremo lo sentiremo e diremo assieme.
Scherzi idioti, racconti sporchi e battute pesanti sono il preludio della serata vera e propria.
Il timpano accusa l’impatto della cassa quando entriamo nel locale. Servono alcune battute per abituarsi al passaggio dal rumore quotidiano al frastuono.
Ma già adesso quel frastuono è diventato normalità, le nostre voci e le nostre orecchie si adattano rapidamente, per non farsi trovare impreparate da una parola che potrebbe far cambiare la musica.
Tutto è confuso e l’unica cosa chiara è l’indistinzione: musica, parole, rumori esterni, e nel migliore dei casi sussurri si perdono in un unico fiume di frequenze.
Ora che siamo usciti quì fuori ci sembra la quiete dopo la tempesta, in realtà è solo il solito tappeto sonoro della sera che però su di noi ha l’effetto calmante di un’aria di Bach.
Intervallate da pause fuori tempo risuonano accensioni di macchine diverse, gli ultimi schiamazzi seguiti da intimazioni a far silenzio rompono qualcosa che solo ora possiamo cominciare a chiamare tranquillità.
Con i saluti sotto tono, dimessi e stanchi, comincia inesorabile il fade out della solita canzone.
Parlata, sussurata, cantata, suonata, fischiata, bisbigliata e urlata.
La nostra canzone del sabato sera.
Tuttalavita
sabato, 16 luglio 2005, ore 20:45
Mai nessuno ti capirà per tutta una vita.
Ma ci sarà qualcuno che lo farà per un attimo.
Non pensare sia stata un'illusione.
Tuttalavita
giovedì, 14 luglio 2005, ore 14:16
Per me trovare un amico è molto difficile,
devo scegliere tra le poche persone a cui non mi sento superiore.
Trovare un nemico invece è molto più facile,
posso scegliere fra tutti gli altri.
Tuttalavita
lunedì, 11 luglio 2005, ore 18:47
Non mi vengono le idee.
Mi assalgono.
Tuttalavita